Sidney Altman ,La rivoluzione dell’RNA, Di Renzo Editore

febbraio 23, 2011

La scienza viene vista come la fonte della certezza, basata su fatti, su processi replicabili, su confutazioni che ne confermano la validità.

Secondo il premio nobel per la medicina (1965) F. Jacob “La scienza in sé è imprevedibile. La ricerca è un processo di cui non si può mai dire come andrà a finire. La ricerca è razionale, fatta di ragionamenti articolati e tutto funziona come in un ingranaggio ben costruito. I risultati hanno la forza della certezza. E’ quella che è stata definita la «scienza di giorno».

La «scienza di notte» invece procede alla cieca. Per tentativi, sbagli, passi indietro. Le ipotesi sono dei vaghi presentimenti, delle sensazioni confuse. E niente può far capire se questa «scienza di notte» diverrà «scienza di giorno». Quando la «scienza di notte» trova conferma e la ricerca riesce, allora le si dà ordine, logica, la si scrive in modo da convincere i colleghi e i finanziatori”. (tratto dall’intervista di R. De Sanctis, Il Messaggero, 25-06-2001).

Fu grazie alla «scienza di notte» che Sidney Altman (La rivoluzione dell’RNA, Di Renzo Editore) arrivò a dimostrare la caratteristica propria dell’acido ribonucleico ad agire da catalizzatore biologico (un catalizzatore è una sostanza, fonte o dispositivo che interviene in una reazione chimica aumentandone la velocità ma rimanendo inalterato al termine della stessa). Per questa scoperta fu insignito del premio nobel per la chimica nel 1989, in compagnia dello statunitense T. Cech, che arrivò allo stesso risultato pur non avendo collaborato con Altman.

Alcuni dei metodi che lui utilizzava per progredire nella ricerca erano: la perdita di controllo sulle proprie facoltà mentali e l’annichilimento che provava guardando alla televisione il Football e i film di John Wayne. Ma l’arrivo di due figli gli tolse il tempo per “[…] riflettere liberamente davanti alla tv”, creando uno stallo.

Si potrebbe a questo punto dire che la televisione non fa male alla mente, oppure precisare che non lo fa alla mente di un ricercatore.

Fidandoci di due premi nobel possiamo dire che scoperte scientifiche e invenzioni nascono anche in terreni non adatti.

Sempre nel libro di Altman leggiamo di come L. Szilard ebbe l’idea del reattore a fissione nucleare mentre faceva il bagno, o di come S. Weinberg risolvesse equazioni mentre guardava soap opera.

Io personalmente le mie idee migliori le ho avute nel letto, mentre il cervello si sta ancora svegliando, o ancora mi sono svegliata di notte con l’idea in testa. Quando si dice che la notte porta consiglio.

Questi esempi sembrano dar ragione a T. Kuhn, che diversamente da K. Popper, riteneva che il processo scientifico fosse il risultato di un processo rivoluzionario.

Kuhn impone l’uso del termine “paradigma” per indicare l’insieme di idee, teorie, leggi e strumenti che definiscono una tradizione di ricerca in cui le teorie sono accettate. Il criterio con cui un paradigma risulta vincitore sugli altri consiste nella sua forza persuasiva e nel grado di consenso all’interno della comunità scientifica.

Gli esperimenti fondamentali che portarono alla scoperta di Altman “[…] suscitarono urla d’incredulità da parte di tutta la comunità scientifica” e fu per lui doloroso confrontarsi con le “disoneste affermazioni di chi sosteneva che altri prima di lui avessero scoperto l’attività catalitica dell’RNA”. Insomma per un decennio non ricevette un gran consenso.

Per Kuhn è il paradigma usato dalla comunità scientifica in quel momento a tracciare la linea di demarcazione tra scienza e pseudoscienza. La rivoluzione scientifica porterà al cambiamento del paradigma.

E ora immaginate uno scenario totalmente favorevole ad una teoria scientifica. Immaginate una nuova teoria scientifica che metta in guardia da un’emergenza impellente e indichi una via d’uscita. Immaginate che venga sostenuta da importanti scienziati, politici (Roosvelt, Churchill) e la cui ricerca sia finanziata da filantropi di primo piano (fondazione Rockfeller) e università prestigiose (Harvard, Yale, Princeton), che questa teoria venga insegnata a scuola e che i media se ne occupino.

Uno scenario ideale, non trovate?

Oggi sappiamo che quella famosa teoria che ottenne un forte sostegno durato per mezzo secolo era in realtà una pseudoscienza, l’emergenza che sollevava era inesistente e causò la morte di milioni di persone. La teoria in questione è l’eugenetica.

Allora se gli scienziati criticheranno la vostra teoria, se farà dispiacere a Popper o Comte, verificate di aver fatto tutto bene, secondo il paradigma in auge nel vostro periodo storico e poi non abbiatevene troppo a male, potreste essere un futuro premio nobel o l’inventore delle Geox.

 Luigina Pugno

Succursale di Di Renzo Editore

luglio 18, 2010

Di o 01.07.2010.

Di Renzo Editore e Di Renzo Regulatory Affairs ora hanno anche una succursale a Milano (via Fara 13 B), con lo scopo di essere più efficienti nei confronti dei propri clienti

L’inaugurazione è avvenuta il giorno 01.07.2010.

Per informazioni: Sante Di Renzo 06.77209020 – direnzo@direnzo.it

E’ in uscita un nuovo libro di Letokhov: Dalla Siberia alla Scienza Laser

febbraio 8, 2008

Dalla Siberia alla Scienza Laser

Vladilen S. Letokhov

Di Renzo Editore

In questo libro Vladilen Letokhov, esperto di spettroscopia laser, racconta la sua esperienza personale nel corso degli ultimi cinquant’anni: un’esperienza che comprende l’iniziazione di nuovi trend scientifici e l’espansione di quelli già esistenti, visite ed esperienze di lavoro in molti laboratori, incontri con scienziati di molti paesi, invenzioni, esperimenti, teorie e persino attività amministrative. Un’esperienza diversa da quella dello scienziato tipico, che secondo l’autore potrà essere utile a tutti quei giovani interessati alla carriera scientifica.

Il ritmo del tempo

febbraio 7, 2008

Giornale di Astronomia, n. 4, dicembre 2007, pag. 59

di Giorgio G.C. Palumbo

(Igor D. Novikov, Il ritmo del tempo, Di Renzo Editore, 2006)

Illustre scienziato sovietico, ora trasferitosi in Danimarca, Igor Novikov racconta la sua storia, la storia dei suoi sogni scientifici, delle sue avventure. Novikov, fin da ragazzo, è affascinato dal concetto di tempo. Perché scorre solo in un verso, perché sempre alla stessa velocità, perché uguale per tutti? Attraverso gli studi della relatività, affascinato come molti fisici dalla mente e dalla personalità di Einstein, guidato da Zelmanov, il suo maestro durante gli anni di formazione, Novikov scopre che il tempo può anche scorrere nel verso opposto, che trascorre a velocità diverse a seconda dell’osservatore, ma questo, in teoria, diventa un effetto di sostanziale entità solo nelle vicinanze di un buco nero. Tutte queste meravigliose scoperte sul tempo Novikov le fa studiando le teorie della fisica moderna e le racconta con semplicità e lucidità esemplari. Ma sono concetti che vengono ormai spiegati in molti libri di divulgazione. Ciò che ho trovato di grande interesse, invece, sono i frammenti di vita che Novikov racconta, a partire dall’infanzia in uno sperduto villaggio dell’enorme Russia, allevato dalla nonna. Quanta strada ha dovuto fare quel ragazzino per arrivare a lavorare con Zeldowich, per essere scelto dall’Accademia delle Scienze dell’URSS come uno dei tre scienziati sovietici a ottenere il permesso per partecipare al Texas Simposium di Astrofisica Relativistica a New York nel 1967!
Novikov racconta i fatti senza fronzoli, con la stessa stringata precisione con cui parla della fisica del tempo. Le emozioni il lettore impara a coglierle procedendo con la lettura. L’amicizia con Kip Thorn, così solida da spingere quest’ultimo a sborsare una ingente somma per permettere all’amico Igor di sottoporsi a una delicata operazione chirurgica in America. Novikov candidamente commenta l’impressione ricevuta dall’incontro e dalla frequentazione dei maggiori scienziati sovietici e occidentali. la stima per Zeldowich e Sacharov, ma anche per Hawking e Wheeler traspare chiaramente, ma, come sempre, sotto tono. fra i tanti, solo il nome di un italiano che viene descritto come una macchietta.
Capolavoro di colori sfumati, di paesaggi nebbiosi, il racconto di Novikov non contiene accenni, né positivi né negativi, a riguardo del regime sovietico, duro e severo, in cui è cresciuto e nel quale, però, si è mosso bene, certo grazie alla sua scienza eccelsa, ma forse anche grazie a un atteggiamento di condivisione (ma questo Novikov non lo dice). Altrettanto assenti i commenti nei confronti del sistema opposto, quello occidentale, nel quale vive tuttora. Significativa comunque la scelta della Danimarca, invece degli USA, meta preferita di quasi tutti i suoi ex colleghi.
Interessante lettura, questo volume ci invoglia a saperne di più e ci lascia sperare che segua una autobiografia più approfondita e dettagliata, anche di esperienze personali. In fondo, tutti noi vorremmo sapere cosa veramente pensano questi “cervelli” dell’Est, formatisti in ambienti duri e spietati, ma estremamente favorevoli alle scienze fisiche e rispettosi della scienza in genere; in particolare, ora che hanno scelto di vivere nei nostri paesi dove, probabilmente, è più semplice la vita quotidiana e migliore il livello di benessere familiare, ma non c’è più quel privilegio che condividevano i membri della Akademika Nauka ai tempi del blocco tra i due fonti.

Coerenza, Complessità, Creatività

febbraio 6, 2008

Coerenza, Complessità, Creatività

F. Tito Arecchi

Di Renzo Editore

La scienza moderna estrae dettagli misurabili con misurazioni ripetibili che non lasciano adito a incertezze, ma questa collezione di misure non dà la “costruzione logica del mondo”. L’uomo è infatti un animale semiotico e cerca nell’esperienza dei significati globali, non del tutto ripetibili, ma dipendenti dal contesto, dalle condizioni ambientali di luce e suoni o dal nostro umore, aggiungendo, con operazioni di feedback, delle variabili ulteriori pescate dal proprio bagaglio di memorie. Con il resoconto della sua vita scientifica, Arecchi tende a mostrare come dalla fisica della coerenza e complessità si finisca con il formulare una fisica della cognizione, con un recupero dei significati globali al di là dei dettagli misurati dagli strumenti.

Fortunato Tito Arecchi è Professore ordinario di Fisica all’Università di Firenze. È stato inoltre Presidente dell’Istituto Nazionale di Ottica dal 1975 al 2000. I suoi maggiori contributi riguardano la scoperta dei fenomeni di ordine e caos nei laser e la loro descrizione mediante la statistica dei fotoni, di cui diede la prima evidenza nel 1965. Ha esplorato la complessità spazio-temporale di sistemi ottici e il controllo e la sincronizzazione di sistemi caotici, con applicazioni alle reti di neuroni. È Fellow della Optical Society of America e membro della Academie Internationale de Philosophie des Sciences, della Academia Europaea e del Comitato Scientifico per la Fisica dell’Istituto Solvay. Ha ricevuto numerosi premi internazionali.


Innamorarsi di una donna, Sarka, in Second Life

dicembre 30, 2007

SARKA e la Second Life -

E’ in corso di pubblicazione il primo romanzo ambientato nel mondo di SECOND LIFE, scritto da Claudio Forti e pubblicato da Di Renzo Editore.Una storia affascinante, con un forte acume psicologico. Figure proiettate in un mondo fantastico che reagiscono con altre creature virtuali e rendono evidenti stati d’animo nascosti, insospettati. Una sorta di giallo che tiene sospeso il lettore fino all’ultima pagina

Nel mondo dei frattali

dicembre 15, 2007

Benoit Mandelbrot

Pagine: 88 – Prezzo: € 10.00
ISBN: 8883231309 – Anno di pubblicazione: 2001
Note: edizione ampl. 2005

DI RENZO EDITORE


In questo libro Benoit Mandelbrot ci racconta l’iter che, dalla semplice capacità di rappresentare le forme e dallo studio delle stesse in natura, lo ha condotto allo sviluppo dei frattali e alla loro applicazione non solo in matematica, ma anche in altri campi del sapere.Benoit Mandelbrot è Sterling Professor di Scienze Matematiche all’Università di Yale. Nel 1958 entrò a far parte del Centro di ricerca Thomas J. Watson dell’IBM, lavorando dal 1974 al 1993 in qualità di IBM Fellow in Fisica. È membro dell’Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti e di altre importanti istituzioni sparse in tutto il mondo, da cui ha ricevuto numerosi riconoscimenti. Nel 1993 ha ricevuto il Wolf Prize per la Fisica.

Ascolta la lectio magistralis “Il liscio, il ruvido e il meraviglioso” tenuta il 18 marzo 2007 al Festival della Matematica di Roma.

La chiave, la luce e l’ubriaco

dicembre 10, 2007

La chiave, la luce e l’ubriaco 

Giorgio Parisi

Di Renzo Editore “Mi viene in mente una vecchia barzelletta. Un ubriaco, di notte, si mette a cercare una chiave sotto un lampione. Arriva un tale che lo aiuta, ma, non trovando nulla, gli chiede se è proprio sicuro di aver perso lì la chiave. L’ubriaco risponde: No, non sono affatto sicuro, ma è qui che c’è luce”.
Con questo esempio scherzoso, ma non troppo, Giorgio Parisi ci spiega come si muove la ricerca scientifica fondamentale.
“Gli scienziati fanno le cose che riescono a fare. Quando si accorgono di disporre dei mezzi per studiare qualcosa che fino a quel momento era stato trascurato, allora s’impegnano per quella strada.” Se lo scopo è migliorare la capacità dell’uomo di conoscere e di controllare i fenomeni della natura, ogni problema, al quale si possano applicare teorie in corso di verifica, diventa immediatamente interessante ai fini della ricerca: ogni aspetto che viene chiarito può aiutare a comprenderne altri. Per il momento si tratta di ricerca pura. Le applicazioni, se verranno, arriveranno dopo.
In una conversazione animata e straordinariamente comprensibile, uno dei più importanti fisici teorici italiani ci aiuta a capire come è cambiata la fisica, di quali problemi si occupa oggi, che interazioni ci sono tra ricerca di base e sviluppo tecnologico, quali scenari futuri potrebbe aprire la sinergia tra la fisica dei sistemi complessi e la biologia.
 

Il mio zoo sotto le stelle

dicembre 10, 2007

Il mio zoo sotto le stelle 

Margherita Hack, Bianca Pauluzzi

Di Renzo Editore “Capita a volte che i grandi nascondano una passione che nulla ha a che vedere con le loro attività, ma che per loro ha altrettanta importanza.
La nota astrofisica Margherita Hack ci presenta un’insolita biografia, attraverso i cani e i gatti che ha incontrato, raccolto, curato e cresciuto, fedeli compagni che l’hanno accompagnata nella vita e nelle ricerche, vivendo in con lei casa così come all’Osservatorio. Insieme all’amica animalista Bianca Pauluzzi, ci guida alla scoperta di questi esseri silenziosi e fedeli che possono regalarci tante gioie e ci sensibilizza al rispetto della natura e dell’ambiente che ci circonda.
Storie, accompagnate da poesie, citazioni e foto per tutti gli appassionati e amanti degli animali.

Margherita Hack ha diretto l’Osservatorio astronomico e il Dipartimento di Astronomia dell’Università di Trieste. È socio dell’Accademia dei Lincei, membro dell’Unione Astronomica Internazionale, della Royal Society e della Società Italiana di Fisica. Con Di Renzo Editore ha già pubblicato Una vita tra le stelle.

Bianca Pauluzzi è nata in Istria, dove ha vissuto fino al 1955, anno in cui con la famiglia ha dovuto abbandonare il suo paese con l’esodo di massa iniziato nel 1946. Con l’“Associazione per lo Studio e i Problemi di Bioetica” presieduta da Margherita Hack, ha contribuito a organizzare convegni e altre iniziative a favore degli animali, dalla lotta al randagismo a quella contro la vivisezione. 

Il fascino sottile del laser

dicembre 10, 2007

Orazio Svelto

Di Renzo Editore 

“A oltre quarant’anni di distanza dalla sua invenzione, il laser continua a creare intorno a sé un’atmosfera mista di curiosità e meraviglia. La curiosità è essenzialmente alimentata dal fatto che nuovi tipi di laser vengono ancora oggi inventati e nuove, affascinanti, persino impensabili applicazioni vengono continuamente introdotte. Il senso di meraviglia, cui non si sottrae anche il lettore meno informato, deriva soprattutto dal carattere pervasivo del laser: non esiste infatti campo della scienza e della tecnica che non sia stato influenzato, a volte in maniera rivoluzionaria, da questa invenzione.”

Orazio Svelto, professore ordinario di Fisica della Materia al Politecnico di Milano e Responsabile dell’Istituto di Fotonica e Nanotecnologie del CNR di Milano, ha al suo attivo oltre 200 lavori pubblicati su prestigiose riviste internazionali nei settori dei laser, dell’elettronica quantistica e della fotonica. Ha sviluppato invenzioni nei settori della generazione di impulsi di luce laser, delle applicazioni dei laser in medicina e biologia e della generazione di fasci laser. Per i risultati conseguiti, ha ricevuto parecchi premi o riconoscimenti fra cui il Quantum Electronics Prize della Società Europea di Fisica.


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